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Associazione di Ricerca e Cooperazione nell’Aikido Linee guida programma 2009-2010

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3 la disponibilità del compagno/avversario ad accettare, non lasciare, non reagire, tenere il contatto, cadere ecc… la capacità di prevedere, capire, intuire il tipo, la direzione e l’intensità dell’attacco del nostro compagno/avversario Assistiamo sempre più ad un Aikido dove si curano, in una maniera parossistica, aspetti, dettagli, forme e contenuti dando per scontato :

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Purtroppo questa capacità spesso non la si evince nelle manifestazioni dove, dagli embukai o dai randori proposti, non si può non rilevare che o il tutto è stato già preparato e codificato o che gli attacchi vengono chiamati di volta in volta dal maestro o shihan di turno. 4

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6 Le considerazioni di seguito riportate mirano a ricercare, ribaltando una didattica corrente, un lavoro che sia in grado di mettere in condizione qualsiasi allievo, indipendentemente dal sesso, peso, età, statura, capacità di dare pugni e calci, di eseguire un randori vero, efficace, reale, rispettando i canoni dettati dai principi che caratterizzano l'aikido.

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Strutturazione dell’allievo Questi due aspetti devono essere sempre presenti anche nell’ambito della stessa lezione, in modo tale da consentire agli allievi il travaso degli schemi acquisiti dalla coscienza mentale alla coscienza corporea ed abituarli a “non pensare” al modello tecnico da applicare. Destrutturazione dell’allievo 9

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10 Gli elementi principali da considerare in un attacco, aggressione, randori sono: Questi caratterizzeranno quattro aree di lavoro separate ma concatenate tra di loro. 1) Emozione 2) Distanza 3) Contatto 4) Risposta

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Aree di lavoro

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12 1a) Respirazione 1b) Rilassamento 1) Emozione

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1a) Respirazione Schemi ed esercizi vari con o senza utilizzo del Ken e Jo tesi all’utilizzo di una respirazione profonda e consapevole dell’allievo. Possibilità di creare moduli specifici 13

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1b) Rilassamento Schemi ed esercizi vari con o senza utilizzo del Ken e Jo tesi (inizialmente) alla comprensione che il rilassamento fisico e psichico è una scelta strategica per una : Possibilità di creare moduli specifici Maggiore velocità di esecuzione Maggiore capacità di valutazione Non comunicazione delle proprie reazioni 14

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15 2a) Ashi Sabaki 2b) Timing 2) Distanza

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2a) Ashi Sabaki (movimento dei piedi) Spostamenti codificati, schemi ed esercizi vari con e senza Ken - Jo tesi all’applicazione della distanza. Il corretto uso della distanza e’ definito “mikiri” e si intende la capacita’ di muoversi in modo molto preciso rispetto ai movimenti dell’ avversario 16

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2b) Timing Timing in ritardo (Go No Sen): contatto in ushiro tenkan, tenkan Ricerca del punto di applicazione di un modello tecnico con una tempistica diversa: Timing coerente all’attacco (Sensen No Sen): contatto in okuri ashi, tenshin, ecc… Timing in anticipo (Sen No Sen): risposta in irimi (passo avanti) Timing estremo (Stress): parate con le braccia in Koji Kame 17

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18 3a) Parate-Te Sabaki 3b) Controllo (Shikaku) 3) Contatto

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3a) Parate-Te Sabaki (movimenti delle braccia) Parate codificate e non, schemi ed esercizi vari con e senza Ken - Jo tesi ad assorbire, parare, schivare qualsiasi attacco. N.B. Per timing uguale a zero Possibilità di creare moduli specifici 19

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3b) Controllo (Shikaku - angolazione ) Lett. angolo morto. Una posizione raggiunta con il Tai-Sabaki dove sia difficile per il partner continuare l’attacco e dalla quale sia facile controllarne l’equilibrio e il movimento e che può essere coincidente con il punto di applicazione di una risposta tecnica/non tecnica. N.B. Per timing, coerente o in ritardo 20

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4a) Punto di applicazione 4b) Posizione del punto di applicazione rispetto ad Uke 4c) Direzione del “modello tecnico” 21 4) Risposta

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22 22 Si definisce “punto di applicazione” il punto dove passa l’asse di applicazione di una reazione tecnica/non tecnica a seguito atemi o presa e che può essere coincidente con il punto di contatto di una parata o con il punto di controllo. 4a) Punto di applicazione

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Modelli di base su punti di applicazione successivi a controllo o parata: GOKYO YONKYO SHIHONAGE IRIMINAGE USHIROKIRIOTOSHI NIKYO SANKYO KOTEGAESHI SUMIOTOSHI AIKIOTOSHI IKKYO JUJIGARAMI HIJIKIMEOSAE UDEGARAMI KAITENNAGE IRIMINAGE NANAME KOK. KIRIOTOSHI TENCHINAGE KOSHINAGE IRIMINAGE UDEKIMENAGE 23

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Uchi (dentro) Posizione del punto di applicazione all'interno delle braccia di uke Soto (esterna) Posizione del punto di applicazione all‘esterno delle braccia di uke 24 4b) Posizione del punto di applicazione rispetto ad Uke

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4c) Direzione del “modello tecnico” Indipendentemente dalla posizione del punto di applicazione, all'interno (Uchi) o all’esterno (Soto) delle braccia di uke il modello tecnico si potrà applicare in omote oppure ura. 25

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Inoltre particolare attenzione sarà rivolta a seguenti aspetti: Postura Assi Disalliniamenti Squilibrio 27

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Da tutto ciò si evince che il radori mai analizzato e studiato negli stages, spesso relegato ad un ruolo di cenerentola negli allenamenti, dovendo essere il traguardo di un percorso ha bisogno necessariamente di essere programmato, strutturato e destrutturato da un lavoro di base tale da creare una corretta attitudine. 29

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Stravolgere quindi lo studio ricorrente impostando i modelli tecnici non più in funzione dell’attacco ma in funzione del “punto di applicazione”* conseguente ad un controllo o ad una parata. La “tecnica**” diventa quindi relativa al punto di all’applicazione e non all’attacco subito. 30 22 * Ricordiamo che si definisce “punto di applicazione” il punto dove passa l’asse di applicazione di una reazione tecnica/non tecnica a seguito atemi o presa e che può essere coincidente con il punto di contatto di un controllo o di una parata. ** Ikkyo, Iriminage, ecc..

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Luigi Branno Associazione di Ricerca e Cooperazione nell’Aikido

ARCA Linee Guida 2009-2010

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