la Chiesa e l'impero (1)

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I.T.C.G. “ G. Bruno” di Ariano Irpino Classe II B del corso per Geometri Docente Grazia Cardinale Anno Scolastico 2007/2008

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Tra la fine del secolo IX e la prima metà del X il papato attraversò un periodo di crisi profonda. L’ultimo dei Carolingi aveva lasciato l’elezione del Papa nelle mani dell’aristocrazia romana, ambiziosa e avida di potere, per cui in meno di 80 anni si succedettero ben 24 papi eletti da fazioni in lotta tra loro . A volte i pretendenti al soglio pontificio venivano assassinati dagli avversari spesso coinvolti in episodi di violenza e corruzione. Anche per questo motivo Ottone I sottopose al controllo imperiale la scelta del pontefice ( Privilegium Othonis)

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Non bastava scegliere i Papi migliori per rinnovare la vita religiosa perché gli ecclesiastici in questo periodo sembravano più interessati al potere e ai beni materiali che al Vangelo. La maggior parte degli uomini di Chiesa era dominata da interessi materiali : i vescovi-conti erano coinvolti nella politica imperiale e molti abati e monaci si preoccupavano di rendere al meglio le immense proprietà terriere dei conventi

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I signori feudali consideravano gli ecclesiastici come loro dipendenti, nominavano abati e parroci, mettendo le loro mani su quelle ricchezze della Chiesa che avrebbero dovuto essere usate per i poveri, come avevano insegnato gli apostoli

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Erano coloro che acquistavano beni spirituali o cariche ecclesiastiche, in cambio di denaro o favori. Il nome deriva da Simone, un mago che cercò di corrompere san Pietro. Nel canto XIX di Dante. Siamo nel cerchio ottavo, terza bolgia : I simoniaci stanno in fitte buche, con la testa in giù; piedi fuor della buca, con le piante accese Contrappasso: per imborsare denaro i simoniaci capovolsero la legge di Cristo, calpestarono la fiamma dello Spirito Santo, non sollevarono mai lo sguardo al cielo. Salvatore Dalì

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Dal latino concubinatus (dormire insieme), indica la convivenza di un uomo con una donna come se fosse la propria moglie. In relazione al clero, questa violazione del celibato era anche detta nicolaismo, forse dal nome di Nicola, capo di una setta eretica, ricordato negli atti degli apostoli Nicolaismo

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A combattere per la vita morale della Chiesa si impegnarono quelle comunità di monaci che seppero conservare i valori della fede. L’ Abbazia di Cluny fu uno dei centri principali di diffusione delle idee di riforma religiosa I monaci, giovani di nobile famiglia, seguivano una dura disciplina : preghiera, meditazione, obbedienza, lavoro di copia di testi antichi, partecipazione alle funzioni religiose. I cluniacensi furono imitati in tutta Europa : nel 1100 più di 500 abbazie erano collegate a Cluny ; essi volevano una chiesa libera dalle ingerenze feudali, un clero colto e rigoroso nei costumi morali, un papato indipendente non coinvolto in lotte di potere.

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La comunità dei monaci di Cluny fu fondata presso Macon dal duca Guglielmo d’Aquitania nel 910. Cluny era sottoposta soltanto all’autorità del papa I monaci rispettavano la regola benedettina : erano impegnati nella preghiera ma anche nella restaurazione e conservazione dei testi sacri. Il monaco cluniacense Oddone,che fu papa Urbano II, fu contro il sistema vassallatico-feudale, considerato strumento di oppressione e corruzione del clero Cluny svolse un ruolo politico-religioso di primo piano nella lotta con l’Impero in merito alla questione dell’elezione dei vescovi-conti Fu un monaco cluniacense Ildebrando di Soana il futuro Gregorio VII

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Il rimedio contro i mali della Chiesa fu visto nel ritorno agli ideali evangelici del Cristianesimo . Nelle città sorsero movimenti, formati soprattutto da laici, che condannavano la ricchezza della Chiesa e attaccavano il potere politico del vescovi-conti. Si criticavano la corruzione e gli abusi del clero ( simonia e concubinato) e si voleva ritornare alla povertà evangelica. Gli storici hanno definito questi movimenti pauperistici ( dal .latino pauper = povero) Ai movimenti popolari e ai monaci di Cluny si aggiunsero anche i signori laici e lo stesso impero in favore di una Chiesa più degna e meno coinvolta nei conflitti terreni

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Il programma di riforme fu avviato da Papa Leone IX (1049-54) e dai suoi collaboratori : i monaci Umberto da Silvacandida, Pier Damiani e il giovanissimo Ildebrando di Soana . Quest’ultimo sosteneva fermamente l’indipendenza della Chiesa da ogni potere terreno : i vescovi, compreso quello di Roma, il papa, non dovevano più essere nominati dai poteri laici, neppure dall’imperatore. La politica di Ildebrando di Soana si opponeva decisamente alla politica di supremazia dell’Impero sulla Chiesa.

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Fu papa Niccolò II, eletto dal clero riformatore, che fece approvare dal Concilio Lateranense alcuni decreti molto importanti : condanna della simonia e del concubinato nessun laico, nemmeno l’imperatore, avrebbero potuto più conferire cariche ecclesiastiche Il papa sarebbe stato eletto dai cardinali e poi approvato dal clero di Roma e acclamato dal popolo La riforma era fondamentale perché affidava l’elezione del papa a un gruppo ristretto di ecclesiastici di nomina pontificia I cardinali con il tempo acquistarono sempre più importanza

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Dal latino cardo (cardine). Furono così chiamati i sacerdoti ai quali erano affidate le chiese “ cardine” di Roma e le sette diocesi confinanti. Di nomina pontificia, i cardinali erano divisi in tre ordini ( vescovi, preti e diaconi). A partire dal 1059, prima ai vescovi cardinali, e poi anche ai preti cardinali e ai diaconi cardinali, fu riservata l’elezione del papa.

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La riforma voluta da Niccolò II rappresentò un colpo durissimo per il predominio dell’Impero sulla Chiesa . La lotta che ne derivò va sotto il nome di “ Lotta per le investiture”

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Gregorio VII era convinto che la riforma della Chiesa potesse essere attuata solo dal papa, per questo bisognava rafforzare l’autorità pontificia, alla quale doveva essere subordinato l’impero, che non era un’istituzione voluta da Dio, ma una costruzione terrena basata sull’ambizione e sulla violenza. Per tale motivo l’imperatore doveva riconoscere la supremazia del papa e rispettare le sue decisioni, se voleva salvarsi l’anima.

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Alla morte di Niccolò II e dopo Alessandro II, salì sul soglio pontificio Ildebrando di Soana col nome di Gregorio VII , un papa deciso e coerente che dovette scontrarsi con l’imperatore Enrico IV (figlio di Enrico III) deciso a restaurare l’autorità imperiale Per fare ciò l’imperatore avrebbe dovuto controllare, attraverso la nomina dei vescovi conti,riaffermare la supremazia dell’impero sulla Chiesa. Lo scontro fu molto duro perché sia il papa che l’imperatore avevano due personalità fortissime.

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Gregorio VII nel 1075 stabilì quanto segue : Obbligo del celibato per i sacerdoti Nel “ Dictatus papae” o “Precetto del papa” affermava la supremazia del romano pontefice sulla Chiesa e su tutti i poteri terreni, anche sull’imperatore, che poteva essere addirittura deposto dal papa Nessun vescovo poteva essere scelto dall’imperatore o da un qualsiasi signore laico, perché ciò sarebbe stato peccato di simonia I fedeli non potevano ricevere la comunione dal clero simoniaco Non potevano entrare in Chiesa i vescovi e gli abati nominati da signori laici e i principi ispirati alla teocrazia

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Teocrazia : dal greco theòs (dio) e Kratos ( potere) Si tratta di una dottrina basata sul principio che ogni potere deriva da Dio. Al papa, in quanto vicario di Cristo sulla terra, spetta la supremazia su tutti i poteri terreni, compreso quello dei re e dell’imperatore. La Chiesa nel Medioevo era considerata come un’istituzione voluta da Dio che rappresentava l’intera società dei cristiani : laici, chierici, imperatori , purchè battezzati;i battezzati erano infatti tenuti all’ossevazione delle regole cristiane.

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Enrico IV reagì all’ottacco del Papa facendolo deporre dai vescovi suoi fedeli. A sua volta Gregorio VII scomunicò Enrico IV e liberò i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà vassallatica verso l’imperatore La scomunica dell’imperatore sconvolse la cristianità . In Germania i grandi feudatari si sollevarono contro l’imperatore e si ritennero sciolti da ogni obbligo. L’imperatore chiese il perdono del papa e lo ottenne dopo essere stato costretto a passeggiare in penitenza, per tre giorni, sulla neve davanti al castello di Matilde di Canossa, dove il papa era ospite.

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Furono i successori di Gregorio VII e di Enrico IV a giungere dopo lunghissime trattative al Concordato di Worms nel 1122 : La nomina e l’investitura ecclesiastica venivano riconosciute di esclusiva competenza della Chiesa, e l’imperatore rinunciava ad ogni ingerenza La nomina e l’investitura di cariche pubbliche e di benefici imperiali sarebbero avvenute separatamente In Germania l’ elezione dei vescovi e degli abati doveva avvenire alla presenza dell’imperatore o di un suo legato e l’investitura feudale avrebbe preceduto la consacrazione ecclesiastica In Italia e in Borgogna i prelati nominati dal papa avrebbero potuto ricevere i benefici imperiali solo sei mesi dopo la consacrazione episcopale

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La lunga lotta per le investiture non ebbe né vincitori né vinti, perché non prevalse il principio della supremazia del papa sull’imperatore, né la Chiesa fu subordinata all’Impero, però la Chiesa ne uscì più forte e profondamente trasformata

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Corte del Papa Prelati titolari delle Diocesi romane e delle Chiese dell’Urbe Uffici dell’amministrazione centrale Elezione del Papa Trattazione questioni giuridiche Impartiva ordini ai vescovi

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Come guadagnava il Papa? Il Papa aveva bisogno di molte risorse pecuniarie perché sulle sue spalle gravava il mantenimento dell’esercito, dei legati stranieri , del personale e degli uffici, di conseguenza usava il denaro ottenuto da : Obolo di S. Pietro , che era un contributo pagato da alcuni regni europei del Nord e dell’Est; Tributi versati dai sovrani vassalli del Papa Tributi pagati da Chiese locali Donativi dei Vescovi

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I vescovi come gli abati amministravano terre, riscuotevano le imposte regie, arruolavano i giovani alle armi, avevano alle loro dipendenze i villani.

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Distribuiva il potere dall’alto al basso : ogni potere derivava dal Papa, quindi nominare e deporre gli imperatori. Stabiliva cosa fosse da considerarsi “il male” e si serviva della spada dell’imperatore Il Papa era tale per diritto divino e ciò implicava l’accettazione delle leggi emanate dal papato; esse inoltre dettavano normative per il fedele. La Chiesa, attraverso norme giuridiche ( diritto canonico) disciplinava i rapporti umani e sociali più importanti.

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La Chiesa , diceva l’ imperatore, doveva avere solo poteri spirituali, perché era un corpo mistico. L’ imperatori come il papa riteneva di reggere l’impero grazie ad un diritto divino, dunque “ per grazia di Dio” Nei riguardi dei sudditi il potere del re era visto come una concessione dall’alto verso il basso Il papa comandava sulla Chiesa e l’imperatore comandava sui sudditi Il popolo gli era stato affidato da Dio; il popolo non poteva giudicare il re

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Conclusioni : il papa basava il fondamento del proprio potere teocratico nelle sacre scritture, mentre l’imperatore era un cristiano, appartenente alla Chiesa , quindi dipendeva dal Papa e di conseguenza dipendente dall’autorità papale come tutti i cristiani. C’era un sacramento , l’unzione regia , che confermava la potenza del papa l’unico capace di porsi come intermediario tra il re e Dio.

Summary: Attività a cura degli alunni della classe II B del corso per Geometri dell'I.T.C.G." G.Bruno" Ariano Irpino

Tags: lotta per le investiture

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