3.06 Il 1848. Il II impero in Francia

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Il 1848. Il II impero in Francia

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Le novità del ‘48 Dimensioni più ampie: eccetto Inghilterra e Russia, tutta l’Europa è coinvolta, compresa l’Austria di Metternich. Più ampio coinvolgimento di forze (non più le élite delle società segrete). Oltre agli obiettivi costituzionali e nazionali si manifestano istanze democratiche e socialiste. Detonatore: la crisi economica.

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Il contagio rivoluzionario

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La II repubblica in Francia 22/02/48 – Luigi Filippo è rovesciato da una protesta provocata dal tentativo di imbavagliare l’opposizione. Si proclama la Repubblica: il governo provvisorio (con componente socialista) emana provvedimenti democratici (suffragio universale, abolizione di schiavitù e pena di morte, riconoscimento del “diritto al lavoro”).

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La “brutta” rivoluzione di giugno Le elezioni di aprile mostrano la presenza di una maggioranza conservatrice, timorosa del socialismo. Il nuovo governo vuole abolire le “fabbriche nazionali” per disperdere gli operai. 23-27/06/48: la rivolta del proletariato è repressa nel sangue dall’esercito. 10/12/48: Luigi Napoleone Bonaparte è eletto presidente della nuova repubblica.

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Il ’48 in Germania Oltre ad istanze liberali e sociali locali si manifestano aspirazioni unitarie che conducono alla convocazione della Costituente di Francoforte (1848-49). Il progetto della Piccola Germania (senza l’Austria) prevale su quello della Grande. Ma il re di Prussia, Federico Guglielmo IV, rifiuta sdegnosamente la corona offertagli dal Parlamento.

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Il ’48 nei domini asburgici Dopo Vienna (13/03/48) la rivolta dilagò in tutte le capitali asburgiche portando alle dimissioni di Metternich. Ma i tentativi riformistici della Costituente di Vienna entrarono in contrasto con le aspirazioni sociali e nazionali: l’Ungheria (Kossuth) proclama l’indipendenza; Milano e Venezia aspirano ad unirsi all’Italia.

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La reazione asburgica La monarchia asburgica riuscì a difendersi grazie alla fedeltà della classe dirigente e dell’esercito, e sfruttando le rivalità tra le nazionalità. Dopo l’abdicazione dell’imperatore Ferdinando, Francesco Giuseppe (1848-1916) completò la repressione militare, ottenendo l’aiuto della Russia contro la secessione ungherese (1849).

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Francesco Giuseppe (1848-1916)

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Elisabetta di Baviera (1837-1898)

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Il biennio italiano delle riforme (1846-48) L’elezione di Pio IX (1846-1878) e le sue riforme suscitano grandi entusiasmi. 1847: Accordi per una lega doganale. 29/01/48: insurrezioni Sicilia e a Napoli che poteranno il re a concedere lo Statuto. L’ esempio è seguito (17/02 – 14/03/48): a Firenze dal Granduca Leopoldo II; a Torino da Carlo Alberto (“Statuto albertino”); a Roma da papa Pio IX.

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1a Guerra di Indipendenza 1a Fase (III-VII/1848) Mentre Milano lotta con gli Austriaci (18-23/03), i moderati chiedono aiuto al Piemonte. Il 23 dopo varie esitazioni, Carlo Alberto dichiara guerra all’Austria, temendo il successo delle forze democratiche come a Venezia. Intervengono volontari e truppe regolari inviate da Toscana, Napoli e Stato pontificio.

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Bandiera adottata da Carlo Alberto il 27/03/48, poi divenuta vessillo del Regno di Italia

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Il fallimento della “guerra Federale” La prudenza di Carlo Alberto lascia agli Austriaci tempo per riorganizzarsi. Pio IX il 29/04/48 dichiara che il papa non è in guerra con l’Austria. I sovrani di Firenze e Napoli colgono l’occasione per ritirare le truppe. Anche se volontari e disertori restano, Carlo Alberto è sconfitto a Custoza (24/07)

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L’iniziativa democratica Fallito il tentativo monarchico, l’iniziativa passa ai democratico-rivoluzionari: A Venezia resiste la Repubblica di S.Marco, guidata da Manin. Firenze caccia il Granduca (25/08) e proclama la repubblica guidata da Guerrazzi. Pio IX, che pure ha mantenuto lo Statuto, è costretto alla fuga dall’opposizione. Nel febbraio del 1849 nasce la Repubblica Romana con a capo Mazzini.

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Il prevalere delle forze conservatrici Incapaci di coalizzarsi, le repubbliche cedono alla repressione: Nel maggio 1849 il Leopoldo II rientra a Firenze, con l’appoggio dell’Austria. Napoleone III, per guadagnare consensi tra i moderati francesi, guida l’attacco alla Repubblica Romana che cade nel luglio. In agosto, assediata dalle preponderanti forze austriache, cade anche Venezia.

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1a Guerra di Indipedenza 2a Fase (marzo 1849) Gioberti, divenuto ministro di Carlo Alberto, tenta di rilanciare la soluzione federale. I democratici lo costringono alle dimissioni e impongono al re la ripresa della guerra: Nonostante il ricorso ad un generale polacco il Piemonte è subito sconfitto (marzo 1849) Carlo Alberto abdica in favore di Vittorio Emanuele II (1849-1878) che ottiene dall’Austria una pace non punitiva.

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Una seconda restaurazione? Nel 1849 il ritorno all’assolutismo fu più apparente che reale: Lo sviluppo della industrializzazione comportava una crescita del peso politico della borghesia che, di fronte all’emergere dei movimenti socialisti, abbandonava la strategia rivoluzionaria. La trasformazione delle monarchie europee in senso borghese-parlamentare fu inevitabile.

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Napoleone III

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Il II Impero in Francia Luigi Napoleone è divenuto presidente grazie a forze moderate (clericali, esercito, burocrazia, piccoli proprietari). Attraverso due colpi di stato (1851 e 1852) trasforma la repubblica in Impero. I cambiamenti costituzionali sono approvati da plebisciti, che rivelano un ampio consenso popolare.

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Politica di Napoleone III Interna: I poteri sono concentrati nell’imperatore; non c’è spazio per l’opposizione. Lo stato interviene a favore dello sviluppo industriale e promuove opere pubbliche. Estera: E’ mossa da ragioni di prestigio e interesse. In Europa: sfida all’Austria. Conquiste coloniali (Senegal, Indocina). Fallimento della colonizzazione del Messico.

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Georges Eugène Haussmann (1809 - 1891), prefetto di Parigi, protagonista della ristrutturazione della capitale ai tempi del II Impero Il tracciato dei nuovi boulevars

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La guerra di Crimea Con la presa di tutelare i cristiani ortodossi Nicola I attacca l’impero Ottomano (1853). I successi russi producono l’intervento di Inghilterra e Francia in difesa dei Turchi. Gli alleati chiedono l’aiuto dell’Austria, che resta neutrale, e del Piemonte di Cavour che interviene. Al Congresso di pace di Parigi (1856); si salvaguarda l’integrità dell’impero Ottomano l’Austria appare isolata.

Tags: storia contemporanea 1848 moti francia napoleone iii

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