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Che cos’è un testo narrativo? Come possiamo suddividere il testo? Il riassunto di un testo narrativo.
Un testo narrativo può essere definito un testo nel quale viene raccontata una storia da una voce narrante che chiamiamo narratore. Una storia consiste in una serie di azioni compiute da uno o più personaggi, che si collocano in uno spazio e si sviluppano nel tempo; si tratta di azioni volte a conseguire uno scopo.
Quali domande dobbiamo porci ogni qual volta leggiamo un testo narrativo?? Chi? quali personaggi agiscono? Che cosa? quali azioni compiono? Dove? in quale o quali spazi si ambienta la storia? Quando? quando avvengono le azioni narrate? Perché? quali obiettivi si pongono i personaggi? quale scopo vogliono raggiungere?
Che cos’è una storia? Che cosa sono le azioni? In che modo può essere narrata la storia? Quali sono le tecniche di narrazione?
La storia è una serie di azioni, compiute da uno o più personaggi, che si collocano in uno spazio e si sviluppano nel tempo, e che sono formalizzate a uno scopo, a un obiettivo da raggiungere.
Le azioni sono i contenuti della storia, i fatti che la fanno progredire da un punto di partenza a un punto di arrivo, da una situazione iniziale a una situazione conclusiva.
Fabula: È la successione degli avvenimenti o azioni di un testo narrativo, secondo l’ordine cronologico e i rapporti di causa- effetto. Fabula è dunque un sinonimo di storia, se per storia accettiamo la definizione data prima. Intreccio: Ė la disposizione che i fatti della storia hanno nel testo narrativo, talvolta secondo l’ordine logico-cronologico, talvolta invece volutamente diverso.
Quali sono le tecniche di narrazione? Flashforward: significa “salti in avanti”, cioè anticipazioni di fatti che avverranno rispetto al presente della storia. Per lo più le anticipazioni consistono in brevi cenni, che lasciano intravedere il futuro, senza però specificare troppo. Flashback: significa “salti all’indietro”, per recuperare e rendere evidente frammenti del passato di personaggi.
Che cosa sono le sequenze? Che cosa ci consente di distinguere le sequenze? Quanti tipi di sequenze ci sono? In base all’ampiezza come possiamo dividere le sequenze?
Le sequenze sono parti di testo dotate di una loro autonomia.
I criteri che permettono di distinguere le sequenze sono: Cambia il luogo in cui l’azione si svolge; Cambia il tempo dei fatti narrati; Entrano in scena nuovi personaggi; Si verifica un evento nuovo; Cambia la modalità di scrittura; Pag. 1 Pag. 2
Sequenze narrative: Sono quelle che contengono necessariamente un’azione che fa procedere la storia, segnandone lo sviluppo. Sequenze descrittive: Servono a rappresentare lo spazio in cui si muovono i personaggi, nel loro aspetto esteriore, nelle loro abitudini e nella loro psicologia. Sequenze riflessive: Esprimono i pensieri dei personaggi, oppure i commenti del narratore. Sequenze dialogiche: Danno direttamente la parola ai personaggi, che risultano così in primo piano, con i loro progetti, intenzioni, pensieri, sentimenti.
Possiamo dividere le sequenze in: Macrosequenze: Cioè grandi sequenze. Microsequenze: Cioè piccole sequenze.
Tutte le narrazioni (racconti-romanzi), si strutturano secondo un medesimo modello: Lo schema narrativo. Ogni narrazione comprende: 1. La situazione iniziale: si tratta della situazione esistente all’inizio della storia, quella che il narratore descrive nell’apertura del racconto. 2. L’esordio: rappresenta un mutamento della situazione iniziale, è dunque l’inizio della storia. 3. La Spannung o punto di massima tensione. E’ il momento della crisi, l’acme della suspence, quando sembra che tutto debba precipitare 4. Lo scioglimento: è la conclusione della vicenda, sia positiva che negativa.
La parola “novella” deriva da “nuovo” e significa “cosa nuova”. E’ un componimento breve e semplice, di argomento per lo più “realistico e verosimile”, solitamente scritto in prosa. Costituisce il genere narrativo minimo e originario. Al di sopra della novella esistono forme narrative più lunghe come il poema epico e il romanzo.
La novella si differenzia dal romanzo perché: Novella Romanzo Si presenta breve e semplice; Si presenta lungo e complesso È costituita da un solo nucleo narrativo. Sviluppa e unisce diversi nuclei narrativi.
La novella si differenzia dalla fiaba perché: Fiaba Novella La fiaba è incentrata su elementi magici; Non è ambientata in luoghi e tempi individuabili. La novella non è incentrata su elementi magici; E’ ambientata in luoghi e tempi individuabili.
Testo narrativo
Le operazioni per riassumere un testo narrativo sono: • Una prima lettura che permette di cogliere il significato globale. • Una rilettura per sottolineare le informazioni più importanti, servendosi delle cinque “w”, che sono: → Who? → What? → Where? → Why? → When? • La divisione in sequenze è una breve sintassi dei contenuti di ogni sequenza • La stesura del riassunto, si effettua seguendo la griglia delle cinque “w”.
Il lavoro è stato realizzato da: Aurora di Furia Francesca D’Addona Carmen Oppito Carmen Lungariello Ilaria Cusano Elena Zecchino Classe: I sez: A corso:IGEA ITCG. “G. Bruno” Ariano Irpino Anno Scolastico: 2008/2009 Coord: prof./ssa De Pippo Francesca
Quali sono i personaggi? Protagonista: Il protagonista è il personaggio principale del racconto. Antagonista o Oppositore: L’antagonista è il personaggio che si contrappone al protagonista. Personaggi secondari: persone di secondo livello, che svolgono un ruolo secondario nella storia
Come possono essere i personaggi? Statici: quei personaggi distinti da piccoli e pochi tratti psicologici. Dinamici: quei personaggi che si distinguono nella loro individualità.
Come può essere il narratore?? Narratore interno: quando racconta alla prima persona. Narratore esterno: quando racconta in terza persona
Che cos’è il punto di vista o focalizzazione? E’ l’angolo di visuale con cui vengono narrate le vicende, cioè sta ad indicare se la storia è vista attraverso gli occhi di un osservatore imparziale o di un personaggio in essa coinvolto.
I tre tipi di focalizzazione -Zero: si ha quando il narratore non adotta il punto di vista di alcun personaggio. Nei racconti a focalizzazione zero il narratore sa più di quanto sappiano i personaggi, “sa tutto”, perché conosce le vicende del personaggio ma anche i suoi pensieri e sentimenti: è un narratore Onnisciente.
Interna: si ha quando il narratore adotta il punto di vista di un personaggio. Nei racconti a focalizzazione interna il narratore sa soltanto quanto sa il personaggio, non dispone di alcuna informazione in più.
Esterna: si ha quando il narratore si limita a registrare solo alcuni aspetti dell’ambiente e dei personaggi. Nei racconti a focalizzazione esterna il narratore sa meno dei personaggi. I testi narrativi a focalizzazione esterna sono per lo più racconti brevi, costituiti,o solamente da dialogo o anche da dialogo accompagnato da descrizioni oggettive.
Divisione in sequenze – Ricostruzione dei fatti – Stesura di un breve riassunto Chi è il protagonista? Chi sono gli altri personaggi e come sono rappresentati? Come viene raccontata la storia? In prima o in terza persona? Il linguaggio è semplice e usuale o ricercato e prezioso? La sintassi è semplice (coordinazione) o complessa (subordinazione)? Qual è il tema del racconto? Hai trovato il racconto interessante? Piacevole? Coinvolgente? Perché?
Coord: prof./ssa De Pippo Francesca
by guest30280 | Added: 2 years ago
Language: Italian | Topic: Education
| 1333 Views | 1 Comments | 5 Embeds |
Summary: Lavoro realizzato dalla I A IGEA dell'ITCG "G. Bruno"- Ariano Irpino
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