egitto

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Egitto

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…Ambiente… …Storia… …Economia… Organizzazione Sociale …Religione… curiosità

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La storia egiziana è suddivisa in differenti periodi. Le date degli eventi sono ancora oggetto di studio. Molte di esse sono state ricavate interpolando dati storici, archeologici e astronomici.              

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Le città Egizie si organizzarono in due regni, uno più a Sud e uno più a Nord: i Regni del Basso e Alto Egitto, governati ciascuno dal proprio re, chiamato faraone. Verso il 3000 a.C. i due regni si unirono in un unico stato sotto lo stesso sovrano.

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POTENTI SIGNORI DEL NILO   Menes fu il primo faraone dell'Egitto unito, fece dell'Alto e basso Regno un solo stato, con capitale Menfi. Cheope, Chefen e Micerino, fecero costruire le piramidi: imponenti tombe, simbolo del loro potere. Tutankhamom, divenne faraone nel 1356 a.C., governò per diciotto anni. La scoperta della sua tomba, nella Valle dei Re, è uno dei più importanti ritrovamenti di tutti i tempi: tra gli splendidi oggetti rinvenuti c'è la maschera del faraone, tutta dì oro e tempestata di pietre preziose.

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I lavori produttivi erano esercitati dagli artigiani, dai contadini e servi. Nelle botteghe degli artigiani si lavoravano materiali diversi come ad esempio, il cuoio, per realizzare sandali, finimenti di cavalli, impugnature di armi, rivestimenti di ferite, porte di templi. Esistevano laboratori di d’oreficeria: gli artigiani scaldavano sul fuoco e lo lavoravano con tenaglie. L’oro liquido veniva versato in stampi delle forme voluta e poi lasciata solidificare. Con l’oro si otteneva anche fogli sottili per le decorazioni. I falegnami usavano intagliare e legare grossi pezzi di legno. Dovevano comprare il legname di cedro in Libano perché in Egitto c’erano pochi alberi. Per impreziosire le tavole si usavano tersi (inserimenti) di ebano e avorio. Gli artigiani lavoravano le pietre e con esse davano forma anche a bei vasi decorati. Usavano seghe per tagliare i blocchi di pietre che poi lavoravano con scalpelli e trapani.

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…Papiro…

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L’egizio non è un gran viaggiatore. Ama la sua terra. E’ sulle sponde del Nilo, il fiume sacro, che egli ama vivere. Tuttavia, a volte, le circostanze lo inducono a lasciare il suo paese tanto amato. Certi partono per fare del commercio. Così, nel Libano, i mercanti egizi scambiano grano e papiro con del legno di cedro, indispensabile alla costruzione di armature e di navi.

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Queste leggere imbarcazioni consentivano di scendere rapidamente il lungo corso del Nilo. Per risalirlo gli Egizi pesarono di sfruttare il vento proveniente dal Nord e inventarono la prima vela quadrata. Le barche di papiro erano però troppo fragili per trasportare grossi pesi. Gli Egizi pensarono allora di costruire navi di legno ma poiché il legno in Egitto era scarso e di cattiva qualità; gli artigiani dovevano ingegnarsi a costruire la parte esterna dello scafo attaccando l’una all’altra assi molto corte, tenute insieme da brevi travi trasversali: per la mancanza di lunghe travi le loro navi erano prive di chiglia, cioè di quello scheletro di legno che serve a garantire la solidità dello scafo nel senso della lunghezza eppure con queste fragili imbarcazioni gli Egizi riuscirono a navigare anche il Mar Rosso, che essi collegarono al Nilo con un lungo canale che consentiva di evitare i faticosi percorsi terrestri.

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 Organizzazione sociale e sistema di governo     Nel neolitico, sulle rive del Nilo sorsero diversi villaggi . Nel corso del quarto millennio a.C., essi formarono due regni: quello del Basso Egitto a Nord e quello dell’Alto Egitto a Sud. Verso il 3200 a. C., il re Menes unificò i due regni. Ebbero così inizio la lunga storia della civiltà degli Egizi.   L’organizzazione dello stato Egizio era molto rigido: la popolazione viveva suddivisa rigorosamente in caste (classi sociali), che non potevano comunicare fra loro.

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La religione

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Nell’Antico Egitto vi erano uomini, che conoscevano l’arte della mummificazione, addetti a tale compito, erano gli imbalsamatori. Essi, quando veniva portato loro un morto, facevano vedere a coloro che l’avevano portato dei modelli di legno a forma di uomo, dipinti con colori naturali e si informavano da loro in quale modo desideravano il morto venisse trattato. Una volta accordatisi sul prezzo, i clienti si allontanavano mentre gli imbalsamatori cominciavano il lavoro.

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…Resti trovati…

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Nell’antico Egitto donne, uomini e bambini si truccavano gli occhi di galena nera o malachite verde e la pelle era protetta con unguenti profumati; generalmente venivano indossate tuniche bianche ed i lunghi capelli di un bellissimo nero lucente erano raccolti in piccole trecce. Tutti questi gesti quotidiani dedicati alla bellezza erano necessari anche per proteggere la pelle dal sole, dalle alte temperature diurne e dalla sabbia fine del deserto portata dal vento. Da antichi papiri è stato scoperto che la malachite e la galena venivano applicati sulle palpebre anche per curare patologie oculari. La malachite verde del Sinai fu usata fino alla metà dell'Antico Regno, in seguito fu sostituita dalla galena nera di cui esistevano miniere sulle coste del Mar Rosso; alle finissime polveri di queste sostanze venivano aggiunti grassi animali, cera d'api o resine, che rendevano il prodotto in grado di essere spalmato e ne garantivano l’attività terapeutica. Le donne si dipingevano le unghie, le palme delle mani ed i capelli con un unguento ocra-rossiccio estratto dalla pianta di ligustro, raramente si tingevano le labbra e le guance. Si pensa che oltre ad un fatto estetico e curativo il trucco venisse usato nelle cerimonie religiose con specifiche funzioni di connessione con le divinità. …Il trucco…

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…The end… A cura di: Ferro Marialuisa Grasso Pierpaolo Castagnozzi Roberta Gambacorta Rita Della classe I B I.G.E.A. dell’ I.T.C.G. “G.BRUNO” Ariano Irpino Tutor: prof. De Pippo Francesca.

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